Primavera

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ruscus

Ruscus aculeatus  ( Pungitopo )

In questi tempi, basta inoltrarsi nei boschi…..ed ecco che si notano quei cespugli verde intenso che, agli occhi di raccoglitori esperti, vengono in mente i “ Rusculins”  
( Ruscus aculeatus), vale a dire il pungitopo.
Mi ritrovo qualche anno sulla gobba e mi sono accorto che nei luoghi che frequento, questa pianta è in sofferenza. Mi son chiesto il perché, sempre notando che questa sofferenza non è data da una eccessiva raccolta o da competizione di piante a lei vicine. Da diverso tempo sto notando che in alcune zone della nostra regione che frequento, specificatamente nei pressi di Dolegna del Collio  GO e Buttrio UD, la moria di queste piante sta aumentando e diventando anomala, specialmente nelle zone di contatto tra bosco e coltivazione. Non so spiegarmi le cause …… ma una certa idea mi sta sfrugugliando  nel cervello. Qualunque sia la causa l’effetto non mi pare di buon auspicio.
Nelle nostre tradizioni il  “rusculin” aveva usi molteplici e lo si usava praticamente tutto. applicazioni classiche di uso comune riguardavano usi pratici, culinari e medicinali.  
Negli usi pratici i fusti con i cladodi riuniti a mazzetti venivano usati per difendere le derrate alimentari, come salumi e formaggi, dai roditori ed altri animali. Sempre riuniti in fasci venivano fatti scorrere lungo le canne fumarie per pulirle dalla caligine.
La radice ed i decotti della pianta avevano uso medicinale noto e documentato già da Dioscoride, con riconosciuti ancora nei nostri tempi.
I giovani turioni sono ancora usati come ottimo alimento e, le bacche, nel periodo del ventennio e forse anche prima, dopo essicazione, delle quali venivano usati i semi tostati con il “ brustulin” che, dopo pestati nel mortâr, venivano usati come succedaneo del caffè.
                                  
Note
 Il "rusculin" ( Ruscus aculeatus) assieme a “sparcs salvadis” ( Asparagus acutifolius e officinalis) , sono notevoli portatori di zecche ( Ixodes ricinus). Questi , a noi, poco simpatici animaletti recano problematiche date da virus e batteri che possono dare delle conseguenze notevoli e danneggiare la nostra salute. Per questo motivo, specialmente quando andiamo a raccogliere i giovani turioni e ci infiliamo tra questi cespugli, dobbiamo renderci conto che corriamo dei rischi oltre alle solite spine. Una zecca, seppur con bassa probabilità, ci può contagiare con qualche virus o batterio che si reca nel  suo corpo.  Ogni qualvolta facciamo delle raccolte vi raccomando i classici accorgimenti per evitare di essere punti ed a fine escursione dobbiamo controllarci. Se nella malaugurata sorte ci si dovesse accorgere di essere stati punti da una zecca, senza allarmarci, dobbiamo levarla con gli appositi mezzi al più presto possibile e, per diversi giorni, sarà utile monitorare la zona interessata. In questa fase non bisogna adoperare sulle parti tinture varie o prender alcun tipo di medicinali e non andare da nessun dottore per questa ragione, per almeno 15gg. Se si notassero eventuali complicazioni, è solo questo lasso di tempo che potrebbe aiutare il sanitario per una corretta diagnosi. .