Approfondimento al Genere Tricholoma

IL GENERE TRICHOLOMA
 
Il genere Tricholoma ( Fries ) Staude comprende carpofori a sporata bianca, terricoli, simbionti, omogenei ( vale a dire con trama contigua tra cappello e gambo ), carnosi  e con portamento per lo più robusto, detto appunto tricholomoide.
L’etimologia della parola Tricholoma deriva dal greco trichòs che significa “ pelo “ e loma, lòmatos che significa orlo, frangia. Il riferimento è al margine villoso del cappello presente in diverse specie,
( ma non le più numerose ) appartenenti al genere Tricholoma.
Da quando questo genere è stato istituito, nel lontano 1857, si è assistito ad un costante e continuo smembramento dello stesso a causa soprattutto delle nuove tecniche di indagine o delle nuove metodologie di studio che si sono venute man mano sviluppando nel corso degli anni. In modo particolare l’utilizzo del microscopio ha potuto far evidenziare varie caratteristiche, tipo la diversa ornamentazione sporale o le diverse reazioni ai vari reagenti o coloranti chimici, che hanno portato alla creazione di entità tassonomiche, come per esempio i generi Melanoleuca, Lepista, Lyophyllum, Leucopaxillus, Tricholompsis ect, le cui specie una volta erano tutte ascritte al genere Tricholoma.
  
MORFOLOGIA
  
Le specie appartenenti al Genere Tricholoma presentano di solito un cappello a forma abbastanza regolare, che a maturità, da un iniziale  aspetto emisferico-convesso, diviene piano-convesso. Il margine si presenta spesso involuto, liscio, scanalato e talora villoso.
La cuticola varia molto sia per il colore ( dal bianco ghiaccio al giallo-ocra ) che per la struttura: vi sono infatti cuticole fibrillose, feltrate, pruinose, vellutate o addirittura pelose.
Il gambo è solitamente centrale, fibroso, liscio, a volto provvisto di una vera e propria calza inguainante, raramente munito di residui membranosi di velo parziale, più spesso decorato da ornamentazioni varie tipo scaglie, squame, squamule o fibrille.
L’imenoforo è costituito da lamelle con attaccatura al gambo smarginata o adnato-uncinata, mediamente spaziate, relativamente fragili ( ad eccezione del Trocholoma saponaceum ). Il colore più frequente è il bianco, ma vi sono anche lamelle di colore grigio, giallo o marrone. La lamelle non sono separabili dalla sovrastante carne del cappello.
La carne è fibrosa, tenace, in taluni casi piuttosto consistente, di colore bianco, biancastro, raramente virante. L’odore prevalente è quello farinaceo, a colte misto con componenti speziate od erbaceo-terrose. Il sapore varia dal dolce all’amaro fino all’acre più o meno accentuato ( vedi il Tricholoma sciodes ed il Tricholoma virgatum )