Il genere Amanita

IL GENERE AMANITA

Questo affascinante genere ha da sempre attirato l’attenzione sia degli appassionati raccoglitori di funghi, per la presenza al suo interno di alcune specie di elevato valore gastronomico, quale p.es. Amanita caesarea, che di un numero sempre più elevato di studiosi chiamati a risolvere i gravi problemi di intossicazione che altre specie avevano malauguratamente provocato ai danni di incauti ed inesperti cercatori di miceti.

I funghi appartenenti a questo genere si definiscono leucosporei ( a sporata bianca ), eterogenei ( il gambo si stacca facilmente dal cappello per via della trama discontinua e differenziata tra le due strutture ), terricoli ( con una eccezione, vale a dire Amanita vittadini ) e prevalentemente micorrizici. I primordi sono sempre avvolti da un velo generale ( una sorta di guscio d’uovo ) che può essere di natura membranosa o fioccosa e che lascia sempre dei residui o sul cappello e/o alla base del gambo sotto forma di verruche e placche detersili o di volva filamentosa o friabile. A protezione delle lamelle vi è inoltre costante la presenza ( sempre visibile almeno nei primissimi stadi di sviluppo ) di un velo parziale più o meno persistente che unisce la parte superiore del gambo al margine del cappello e che, staccandosi da quest’ultimo e restando per così dire incollato al gambo, dà origine a quella particolare struttura chiamata anello.

Tralasciando quelli che sono i caratteri morfologici delle specie appartenenti al Genere Amanita, già abbondantemente trattati in maniera esaustiva e completa nei testi monografici presenti in commercio, vale invece la pena secondo il mio parere soffermarci un attimino sugli aspetti legati alla commestibilità di questi funghi, che sono peraltro piuttosto complessi ed eterogenei. Infatti all’ interno di questo raggruppamento tassonomico possiamo trovare:

1)       Funghi a commestibilità libera, tra cui pochi di buona qualità come p. es. l’A.caesarea;

2)       Funghi a commestibilità condizionata da un tempo di cottura maggiore, quantificabile normalmente in circa 40 minuti, dovuta alla presenza di sostanze termolabili, cioè che si distruggono solo con un calore non inferiore ai 70° C, come p.es. quelli appartenenti alla Sez. Vaginatae che vedremo in seguito;

3)       Funghi non commestibili per sgradevoli qualità organolettiche, come p. es. A.porphyria;

4)       Funghi velenosi, che provocano sindromi di una certa gravità, potenzialmente mortali, quali l’A.muscaria e l’A.pantherina che inducono nell’organismo umano patologie prevalentemente di carattere neurotossico.

5)       Funghi mortali quali la ben nota A.phalloides che provoca una sindrome epatotossica dagli esiti molto spesso infausti;

6)       Funghi semplicemente di commestibilità dubbia od incerta, in quanto gli effetti provocati sono variabili, incostanti e non sufficientemente documentati, come p.es. A.junquillea

Quella che qui vi propongo è la classificazione ancora oggi più utilizzata dai micologi moderni, basata prevalentemente su caratteri macroscopici e quindi più facilmente intuitiva ed assimilabile dalla vasta platea degli appassionati del genere.

In base alla consistenza della volva ( struttura residuale del velo generale posta alla base del gambo ), i funghi appartenenti al genere Amanita si possono dividere in due grandi gruppi:

A)      Specie con volva sacciforme a struttura più o meno membranosa-filamentosa ( cellule di forma cilindracea );

B)       Specie con volva MAI sacciforme a struttura più o meno friabile-sferocistica ( cellule di forma rotondeggiante);

All’interno del gruppo A si possono inquadrare nr. 3 Sottogeneri:

1)       AMANITA: con cappello dal margine STRIATO e gambo NON bulboso, spore NON AMILOIDI( negative al Melzer);

Il predetto Sottogenere a sua volta è suddiviso in nr. 3 Sezioni:

A)      Sez. Caesareae: cappello carnoso, anello membranoso, volva ampia e membranosa

Specie tipo: Amanita caesarea
Amanita caesarea 300x232
                
     


B)       Sez.Vaginatae: cappello poco carnoso, anello evanescente, volva membranosa ed inguainante.

Specie tipo: Amanita vaginata.
Amanita vaginata 243x300
 
C)       Sez. Inauratae: cappello poco carnoso, anello evanescente, volva poco membranosa ed ingrigiente.

Specie tipo: Amanita submembranacea.
Amanita submembranacea 300x218

 2)       AMIDELLA: con cappello dal margine LISCIO, gambo debolmente bulboso e spore AMILOIDI ( positive al Melzer)


Specie tipo: Amanita ovoidea.
Amanita ovoidea 300x243


 3)       AMANITINA: con cappello dal margine LISCIO, gambo nettamente bulboso e spore AMILOIDI.

Il predetto Sottogenere a sua volta è suddiviso in nr. 2 Sezioni:

A)      Sez. Mappae: cappello con residui velari, volva circoncisa sul margine del bulbo.

Specie tipo: Amanita porphyria

Amanita porphyria 300x231

B)       Sez. Phalloideae: cappello raramente con residui velari, volva sacciforme.

Specie tipo: Amanita phalloides.

Amanita phalloides 300x227

All’interno invece del gruppo B si possono inquadrare nr. 2 Sottogeneri:

1)       AMANITARIA: con cappello dal margine STRIATO, gambo bulboso e spore NON AMILOIDI.

Specie tipo: Amanita muscaria
Amanita muscaria 300x235
 

2)       LEPIDELLA: con cappello dal margine LISCIO, gambo più o meno bulboso e spore AMILOIDI.

Il predetto ultimo Sottogenere è diviso in 2 Sezioni:

A)      Sez. Lepidella: carne immutabile e volva dissociata in squame. Specie tipo: Amanita strobiliformis

B)       Sez. Validae: carne più o meno virante e volva farinosa risolta in fiocchi od obliterata.

Specie tipo: Amanita rubescens.

Amanita rubescens 300x235

 
Altra specie della Sezione Validae:

Amanita excelsa var. spissa.
Amanita exelca var. spissa 300x242